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Noi a Bologna c’eravamo. Lo schieramento degli avvocati, quasi da film. Da un lato Eridania-PowerCrop, Comune di Russi, Provincia di Ravenna, Regione Emilia Romagna e Sindacati, dall’altro cittadini e associazioni rappresentate dall’Avvocato Federico Gualandi del foro di Bologna e l’Avvocatura dello Stato a tutela della Soprintendenza.
Brillante nella sua arringa l’Avvocato Gualdandi che durante l’udienza di merito ha approfondito i punti di forte criticità del progetto del Polo Energetico, già espressi nella precedente memoria che ha ottenuto lo scorso luglio l’accoglimento della richiesta di sospensiva da parte dei giudici del TAR.
L’importanza del bene culturale da tutelare rispetto all’interesse privato e il parere negativo della Soprintendenza non ritenuto vincolante in sede di autorizzazione dell’impianto, in palese violazione della normativa, è stato il primo punto che l’Avvocato ha affrontato.
Ciò che maggiormente ci ha stupito sono state le parole dell’Avv. Maria Chiara Lista che difende sia il Comune di Russi che la Regione. L’Avvocato affrontando il tema della tutela di Palazzo San Giacomo, lo ha definito alla stregua di una struttura fatiscente, diroccata e persino chiusa al pubblico, dimostrando in tal modo la “non conoscenza” dello stato di un bene che unitamente alla Villa Romana rappresenta il simbolo e l’orgoglio della città, per i Russiani e non solo.
Il Palazzo, per il quale sono stati investiti fino ad ora circa tre milioni di euro grazie a contributi pubblici e privati, sia per migliorarne la struttura che per il restauro pittorico, contrariamente a quanto sostenuto dall’Avvocato del Comune di Russi, è fruibile al pubblico e sede di importanti mostre e manifestazioni artistiche anche di respiro internazionale, grazie soprattutto al forte impegno della Pro Loco.
Lo stesso Comune che negli anni ha cercato di rivalutare Palazzo San Giacomo ora spende migliaia di euro di denaro dei cittadini, incaricando un Avvocato che denigra quella che potrebbe diventare se ben gestita fonte di richiamo turistico e di occupazione.
Per l’Avv. Lista l’unica opportunità da cogliere è rappresentata da un contributo che PowerCrop potrebbe destinare al recupero del Palazzo per farne uffici e un centro di studio e sperimentazione sulle biomasse! Se questo accadesse potremmo essere di fronte ad un uso privato di un bene artistico-culturale che a quel punto davvero non sarebbe più fruibile al pubblico. |